salina leoliano e santina mangiano unaa granita a lingua da alfredo

Santa Marina Salina – Un benvenuto colorato

Sbarco da solo a Santa Marina Salina, con il sole alto e quella brezza che solo le Eolie sanno dare.
Mi incammino lungo il corso principale: una via viva, ricca di negozietti pieni di oggetti e colori, dove ogni scorcio sul mare ti ruba un attimo d’anima.

Cammino lento, come si cammina quando non hai fretta.
Osservo, ascolto. E respiro Salina.


Verso Lingua – Il faro, la granita e… Santina

Prendo un autobus e mi spingo fino a Lingua, piccola frazione poetica dell’isola. Prima tappa: il faro.
Silenzioso e solenne, guarda il mare come un vecchio saggio. Mi fermo lì qualche minuto, da solo, in ascolto.

Poi arriva il momento della granita. E se sei a Lingua, vai da Alfredo.
Lì, tra un cucchiaio di caffe e uno di mandorla, incontro finalmente mia cugina Santina, che lavora proprio lì. Un abbraccio atteso da tempo, in un luogo che sa di casa.


Il ritorno a piedi – La bellezza della lentezza

Torno a piedi. Il sole inizia a scendere, ma non ha fretta. Nemmeno io.
Lungo la strada, il mare è sempre lì, calmo, trasparente, quasi irreale.
Osservo i giardini curati, i terrazzamenti antichi e le case bianche e ordinate. Salina è bella in ogni dettaglio, e lo sa.


Un arrivederci

Quando arrivo di nuovo a Santa Marina, mi volto un attimo.
La giornata è volata ma mi ha lasciato tanto: un paesaggio, una granita, un incontro di sangue e di cuore.
Salina ti accoglie così: senza clamore, ma ti resta dentro.

Tornerò presto alla via…

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