
L’arrivo a Ginostra, tra mare e abbracci
Io e Sorcio siamo arrivati da Lipari in aliscafo, mentre Luigi e Jonathan hanno affrontato il mare in gommone da Stromboli.
Finalmente ci siamo ritrovati e abbracciati nel Purtusu, il porto più piccolo del mondo e forse anche il più poetico.
Dopo più di un mese senza vederci, quell’abbraccio aveva il sapore del ritorno. E, soprattutto, dell’amicizia vera.
La scalinata verso il silenzio
Dal porto si sale lungo una scalinata ripida: è l’unico accesso che conduce nel borgo di Ginostra.
Gradino dopo gradino, però, senti che il rumore del mondo resta giù.
Proprio per questo la chiamo la Silente.
Il suo silenzio non è vuoto: è pieno. È profondo. È quasi assordante.
Ginostra, un’isola nell’isola
Anche se appartiene a Stromboli, Ginostra è un’isola nell’isola.
Infatti è isolata perfino dal resto del villaggio principale, raggiungibile solo via mare.
Per questo motivo conserva un’identità unica nelle Isole Eolie.
Qui tutto sembra fermo a settant’anni fa:
case cubiche bianche, muri in pietra a faccia vista, vialetti curati, terrazze rivolte al sole.
In altre parole, è l’architettura eoliana autentica.
Il borgo conta appena 30 abitanti.
Eppure ogni pietra racconta una storia.
I custodi del tempo di Ginostra
Arrivati nella piazzetta dei Caduti, abbiamo deciso di andare a salutare Enzo e Graziella.
Li chiamo i “custodi del tempo”, perché rappresentano l’anima vera di Ginostra.
Enzo era nell’orto.
Intanto Graziella era in cucina a preparare pasta con le zucchine del suo giardino.
Un’accoglienza semplice, ma potente.
Come solo qui sanno fare.
Sentieri, memoria e vento
Successivamente ci siamo incamminati verso la Madonnina lungo il sentiero di Lazzaro.
È un luogo raccolto, immerso nel verde e affacciato sul mare.
Al ritorno, invece, ci siamo fermati al piccolo cimitero di Ginostra.
Lì abbiamo letto alcune vecchie iscrizioni e, nel frattempo, ci siamo seduti all’ombra di un albero bruciato con vista sul blu infinito.
Un posto che emoziona davvero.
Romilda e il tempo lento
Più tardi siamo andati a trovare Romilda, l’asinella simbolo di Ginostra.
Camminare tra quelle stradine in terra battuta, profumate di primavera, è stato come entrare in una cartolina viva.
Inoltre, tra le case antiche perfettamente conservate e uno stile di vita in armonia con la natura, Ginostra ti insegna qualcosa di fondamentale:
rallentare.
Ascoltare.
Respirare.
Perché visitare Ginostra nelle Isole Eolie
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Ginostra, la risposta è semplice:
non è solo un luogo, è un’esperienza.
Qui non trovi movida.
Non trovi caos.
Trovi silenzio, pietra, vento e verità.
Ed è proprio questo il suo incanto.
Un arrivederci, non un addio
Ginostra a Stromboli non si visita: si vive.
E quando scendi di nuovo verso il Purtusu, qualcosa resta dentro.
Grazie, sempre, a queste meravigliose Isole Eolie.
Alla via così… verso un’altra avventura.
Leoliano Scalzo racconta le Isole Eolie camminando tra silenzi, persone vere e luoghi sospesi nel tempo. Nato e cresciuto a Stromboli, esplora le isole con passo lento e sguardo attento, per custodirne l’anima. cit.
Chi sono io
Mi chiamo Leonardo Nardi, conosciuto online come Leoliano Scalzo.
Vivo e racconto le Isole Eolie, dove sono cresciuto, ai piedi del vulcano di Stromboli.
Attraverso video, cammini, viaggi lenti e incontri, racconto le isole per quello che sono davvero: non cartoline, ma territori vivi, fragili e pieni di storie.
Cammino molto, spesso senza itinerari prestabiliti, seguendo l’istinto e il tempo dell’isola.
Questo blog nasce per condividere esperienze autentiche nelle Isole Eolie, tra natura, mare, vulcani e memoria.
Un modo semplice per far conoscere le isole a chi arriva, e per ricordare a chi ci vive quanto siano preziose.
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Alla via così.

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