
L’arrivo a Vulcano e un panino che sa di isola
Appena sbarcato dall’aliscafo, l’aria di Vulcano mi entra nei polmoni con quella sua intensità sulfurea che non lascia indifferenti.
È un odore che o lo accetti o ti respinge. A me, ogni volta, ricorda che sono arrivato davvero.
Prima di tutto, una sosta all’alimentari:
pane fresco, pomodorini, formaggio fatto sull’isola.
Un panino semplice, ma pieno di senso. Terra, sole e fatica buona.
Le Isole Eolie cominciano spesso così: da cose essenziali.
L’ascesa al Gran Cratere: semaforo verde
Zaino in spalla, imbocco la strada asfaltata che porta all’inizio del sentiero.
Quel giorno il semaforo è verde: via libera per salire al Gran Cratere di Vulcano.
Già dai primi passi l’emozione è forte.
Il terreno polveroso, il silenzio, il vento che interrompe il respiro.
Mi torna in mente Stromboli: stesso rispetto, stessa attenzione.
Qui non si sale per conquistare.
Si sale per ascoltare.
Tornanti, rocce lunari e fumarole
Tornante dopo tornante, il paesaggio si apre.
Il mare, l’orizzonte, le altre isole che affiorano come sorelle silenziose.
Poi il sentiero cambia.
Diventa più ruvido, scavato dall’acqua piovana, irregolare sotto i piedi.
Intorno, un mondo quasi lunare: rocce rosse, gialle, venature nere.
Ferro e zolfo disegnano colori che non trovi altrove.
Una breve arrampicata tra formazioni rocciose enormi, immobili come balene addormentate.
E poi arrivano loro: le fumarole.
Il respiro del vulcano.
Nuvole calde che salgono dalla terra e ti ricordano una cosa semplice:
sotto i piedi, c’è fuoco vivo.
Lassù, con il vento in faccia
Arrivato in cima, mi siedo sul bordo.
Il vento soffia forte, deciso.
Ti sposta, ti costringe a stare presente.
Lo zolfo pizzica il naso, entra nei polmoni.
Non dà fastidio: avverte.
Davanti a me il cratere si apre immenso, silenzioso e vivo.
Dentro non c’è solo cenere.
C’è la storia dell’isola, le sue paure, la sua bellezza spietata.
Tiro fuori il panino, ormai un po’ stropicciato.
Mangiarlo lì diventa un rito.
Un gesto semplice, ma potente.
Non serve altro.
Quello che ho davanti agli occhi è più che sufficiente.
La discesa e un arrivederci nel cuore
La discesa è lenta, come un ritorno alla realtà.
Mi volto più volte, come si fa quando lasci un posto a cui ormai ti sei legato.
Ogni passo è un arrivederci, non un addio.
Vulcano ti ricorda quanto siamo fragili e forti allo stesso tempo.
Quanto siamo piccoli, ma capaci di meraviglia.
Tornerò.
Perché ci sono luoghi che ti aspettano, anche quando non lo sai.
Alla via così.
Leoliano Scalzo racconta le Isole Eolie camminando, salendo, fermandosi. Nato e cresciuto a Stromboli, osserva i vulcani non come attrazioni, ma come presenze vive, da rispettare e ascoltare. cit.
Chi sono io
Mi chiamo Leonardo Nardi, conosciuto online come Leoliano Scalzo.
Vivo e racconto le Isole Eolie, dove sono cresciuto, ai piedi del vulcano di Stromboli.
Attraverso video, cammini, viaggi lenti e incontri, racconto le isole per quello che sono davvero: non cartoline, ma territori vivi, fragili e pieni di storie.
Cammino molto, spesso senza itinerari prestabiliti, seguendo l’istinto e il tempo dell’isola.
Questo blog nasce per condividere esperienze autentiche nelle Isole Eolie, tra natura, mare, vulcani e memoria.
Un modo semplice per far conoscere le isole a chi arriva, e per ricordare a chi ci vive quanto siano preziose.
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Alla via così.

2 Responses
Ciao Leonard ,
Mi porti tanta nostalgia con i tuoi video ,
Se bravissimo , io ti sto seguendo da un bel po e vedo la qualità dei tuoi video e foto , sono fantastici,
Se tutto va bene sarò in Italia a Luglio , e cerco di fare il tuo cammino sul CRATERE VULCANO ciao Tindaro 👍👍👍
Ciao Tindaro grazie mille per il tuo supporto. Una abbraccio dalle isole