Leonardo Nardi, Leoliano Scalzo, racconta le Isole Eolie a Salina insieme a due ragazzi, con il vulcano sullo sfondo

Rinella e Salina, un’altra idea di Isole Eolie

Ero sempre stato curioso di vedereRinella, quel piccolo approdo sull’isola diSalina, nelleIsole Eolie.
Quelle grotte, la spiaggia nera, il porto raccolto: li avevo visti solo in foto. Anche l’anno scorso, quando ero stato a Filicudi, il pensiero di Rinella continuava a tornare. Così, durante il nostro viaggio in live, ho deciso di partire.All’improvviso, alla via, senza organizzare nulla.

Niente mappe, niente itinerari. La meta era l’isola, tutto il resto lo avrei scoperto camminando.


La spiaggia nera e le grotte di Rinella

Appena sbarcato nel pomeriggio, mi sono tolto le scarpe — come spesso faccio — e sono sceso sulla spiaggetta di Rinella.
La spiaggia è fatta di pietra lavica nera, ma si capisce subito che non è completamente naturale: le pietre sono vulcaniche, ma sistemate a letto. Alcuni ragazzi del posto mi hanno raccontato che la spiaggia è stata rifatta.

Camminando ho scopertogrotte bellissime, oggi usate come ricovero per le barche. Un tempo, probabilmente, erano depositi per barili di olio, capperi e malvasia: i frutti di unaSalina agricola, che ancora oggi resiste, a differenza di altre isole ormai piegate solo al turismo.


Verso Leni, tra mulattiere, scalini e profumi

Dopo un caffè in un piccolo bar — mi parlavano di una granita che non ho preso — ho iniziato a camminare senza una direzione precisa. Ho imboccato una vecchia mulattiera versoLeni, il comune che comprende anche Rinella.

Salina è particolare: a differenza delle altre isole delleIsole Eolie, hatre comuni, e questo la rende diversa, più articolata, più viva.

Rinella mi ha colpito subito: più scalcinata, meno “pettinata” rispetto ad altri borghi dell’isola. Muri sgretolati, angoli imperfetti. Proprio per questo mi ha ricordato Stromboli. E mi è piaciuta.

Era maggio. Silenzio, profumi, pochissime persone.


Incontri, acqua e storie che restano

Per strada ho incontrato alcuni ragazzi. Mi hanno indicato un sentiero alternativo. Sono salito. Una bella salita.
Arrivato a Leni, mi hanno colpito icolori delle case, soprattutto un rosso intenso, e le dimensioni: abitazioni enormi, segno di un passato agricolo agiato, probabilmente di grandi proprietari terrieri.

Ho trovato anche un’antica fontanella con acqua potabile. A Stromboli non esistono.
Lì ho incontratoWilliam e Tommaso, due ragazzi del posto che già mi seguivano su TikTok. Mi hanno accolto con entusiasmo e mi hanno accompagnato tra le vie del paese.

Abbiamo visitato un vecchio rudere: tetti di canne, pietra e calce. Una testimonianza viva della tradizione agricola dell’isola.


Ritorno a Rinella e nuove connessioni

Loro sono andati in chiesa, io ho continuato a perdermi nei vicoli. Poi ci siamo ritrovati e siamo tornati a Rinella, questa volta lungo la strada carrabile, con qualche deviazione tra le mulattiere.

Abbiamo mangiato una pizza insieme, parlando del futuro.

William e Tommaso studiano per diventareguide turistiche. Amano le loro isole e vogliono accompagnare chi arriva a scoprirle davvero, non solo a consumarle.

Io spero di tornare presto.


Una Salina agricola, tra memoria e bellezza

Quello che mi è rimasto dentro è la presenza diqueste case enormi, quasi monumenti di una ricchezza agricola passata, oggi in parte in decadenza.
Rappresentano un tempo che cambia, un’economia che si sposta, ma che non dovrebbe essere dimenticata.

Un viaggio semplice.
Un viaggio vero.
Una bellissima esperienza nelleIsole Eolie.

Alla via così.

Chi sono

Leoliano Scalzo davanti a Stromboli alle Isole Eolie con logo diamante e farfalla su banner del sito
Leoliano Scalzo racconta Stromboli e le Isole Eolie attraverso immagini, video e storie autentiche.

Mi chiamoLeonardo Nardi, conosciuto online comeLeoliano Scalzo.
Vivo e racconto leIsole Eolie, dove sono cresciuto, ai piedi del vulcano di Stromboli.

Attraverso video, cammini, viaggi lenti e incontri, racconto le isole per quello che sono davvero: non cartoline, ma territori vivi, fragili e pieni di storie.
Cammino molto, spesso senza itinerari prestabiliti, seguendo l’istinto e il tempo dell’isola.

Questo blog nasce per condividereesperienze autentiche nelle Isole Eolie, tra natura, mare, vulcani e memoria.
Un modo semplice per far conoscere le isole a chi arriva, e per ricordare a chi ci vive quanto siano preziose.

Alla via così.

Attraverso video, cammini, viaggi lenti e incontri, racconto le isole per quello che sono davvero: non cartoline, ma territori vivi, fragili e pieni di storie.
Cammino molto, spesso senza itinerari prestabiliti, seguendo l’istinto e il tempo dell’isola.

Questo blog nasce per condividereesperienze autentiche nelle Isole Eolie, tra natura, mare, vulcani e memoria.
Un modo semplice per far conoscere le isole a chi arriva, e per ricordare a chi ci vive quanto siano preziose.

Alla via così.

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