Vulcani sommersi e origine geologica delle Isole Eolie
Vulcani sommersi e origine geologica delle Isole Eolie
Prima di emergere dal mare, le Eolie erano parte di un vasto sistema vulcanico sottomarino. Una storia geologica iniziata oltre un milione di anni fa.

Sorelle nel mare, unite nel profondo

Le Eolie, viste dal mare, sembrano sorelle distanti. Ognuna con la propria forma, il proprio carattere, il proprio silenzio.

Eppure, sotto la superficie, questa distanza quasi scompare. Le isole fanno parte di un unico grande mondo vulcanico, nato nelle profondità del Tirreno e modellato dal tempo.

Quello che vediamo emergere dall’acqua sono soltanto le cime visibili di una storia molto più vasta, profonda e antica.

Una storia lunga più di un milione di anni, scritta dal fuoco e dal mare

Quando guardiamo le Isole Eolie dal mare è facile avere l’impressione che siano sempre state lì.

Alicudi, Filicudi, Salina, Lipari, Vulcano, Panarea e Stromboli sembrano quasi punti fermi nel Mediterraneo.

Geologicamente, però, sono giovanissime.

E soprattutto non sono nate tutte insieme.

La loro storia è fatta di vulcani sommersi, eruzioni, lunghi periodi di quiete, crolli, erosione e continue trasformazioni provocate anche dal mare.

E la prima cosa interessante da sapere è proprio questa: quello che vediamo sopra il livello del mare è soltanto una piccola parte del sistema vulcanico eoliano. Molti degli edifici vulcanici continuano per centinaia o migliaia di metri sotto la superficie del Tirreno.

L’arco vulcanico eoliano: le isole emerse e i principali edifici vulcanici sommersi. Fonte: NOAA – Pacific Marine Environmental Laboratory (PMEL), Earth-Ocean Interactions Program.
L’arco vulcanico eoliano: le isole emerse e i principali edifici vulcanici sommersi. Fonte: NOAA – Pacific Marine Environmental Laboratory (PMEL), Earth-Ocean Interactions Program.

Tutto è cominciato sotto il mare

Se parliamo delle isole emerse, dobbiamo ragionare soprattutto in centinaia di migliaia di anni.

Se invece allarghiamo lo sguardo all’intero sistema vulcanico eoliano, dobbiamo andare molto più indietro.

Sul vulcano sottomarino Sisifo, a ovest dell’arcipelago, sono state studiate lave datate tra circa 1,3 e 0,9 milioni di anni fa.

È una delle testimonianze più antiche finora conosciute del vulcanismo dell’area eoliana.

Per usare il termine geologico corretto, tutta questa storia appartiene al Quaternario, il periodo geologico nel quale viviamo ancora oggi. Anche gli studi scientifici sull’arcipelago collocano il vulcanismo eoliano interamente nel Quaternario.

Questo vuol dire che prima ancora delle Eolie che conosciamo oggi esisteva già un mondo di vulcani sotto il mare.

Ma perché proprio qui sono nati tanti vulcani?

La risposta si trova molto più in profondità.

Sotto il Mediterraneo meridionale una parte della litosfera ionica sprofonda al di sotto dell’Arco Calabro. È quello che i geologi chiamano subduzione.

Detto molto semplicemente, questi movimenti profondi della Terra favoriscono la formazione e la risalita dei magmi.

Ma le Eolie non sono tutte uguali e la loro storia non dipende soltanto da questo processo. Grandi faglie e movimenti della crosta hanno contribuito a determinare dove e quando il magma è riuscito a risalire.

Per questo l’arcipelago non va immaginato come una fila di vulcani comparsi ordinatamente uno dopo l’altro.

La sua storia è molto più complessa.

vista drone sul gran cratere di vulcano
Vulcano — Vulcano e il Gran Cratere della Fossa, testimonianza di un’isola costruita da diverse fasi eruttive e ancora oggi interessata da importanti manifestazioni vulcaniche. Foto: Leoliano Scalzo.

Quali furono le prime isole?

Qui bisogna fare attenzione.

Nel corso degli anni le datazioni sono cambiate e alcune vecchie età sono state successivamente riviste.

Le ricostruzioni scientifiche più complete oggi disponibili collocano le prime fasi vulcaniche emerse documentate delle isole attuali grosso modo tra 270 e 240 mila anni fa.

Lipari presenta prodotti che risalgono a circa 267 mila anni fa; la storia subaerea oggi ricostruita di Filicudi parte da circa 246 mila anni fa, mentre quella di Salina da circa 244 mila anni fa.

Sono numeri che possono cambiare con nuove ricerche e nuove datazioni.

Per questo, anziché cercare a tutti i costi «l’isola più antica», è forse più corretto pensare alle Eolie come a un grande sistema vulcanico che si è acceso e trasformato in luoghi differenti e in momenti differenti.

Lipari: una storia iniziata oltre 260 mila anni fa

La storia vulcanica di Lipari è una delle più lunghe e complesse dell’arcipelago.

Le ricostruzioni geologiche fanno iniziare la costruzione del complesso vulcanico circa 267 mila anni fa.

Da allora l’isola è stata interessata da numerose fasi eruttive intervallate da periodi di quiete. Colate di lava, esplosioni, duomi vulcanici e depositi di pomice hanno costruito e trasformato Lipari nel corso di migliaia di generazioni.

Nella parte più recente della sua storia compaiono due materiali che hanno segnato profondamente anche la storia degli uomini: la pomice e l’ossidiana.

E Lipari è rimasta vulcanicamente attiva fino a tempi sorprendentemente recenti.

Gli studi sulle eruzioni medievali indicano un’attività di Monte Pilato tra il 776 e il 787 d.C. e successive eruzioni nel settore nord-orientale, comprese Forgia Vecchia, Lami e Rocche Rosse, nel XIII secolo.

Pensare che alcune delle grandi colate di ossidiana che osserviamo oggi siano nate quando in Europa era già pieno Medioevo cambia completamente il modo di guardarle.

Lipari e le antiche cave di pomice: uno dei paesaggi che raccontano meglio la lunga storia vulcanica dell’isola.
Foto: Leoliano Scalzo.

Filicudi: vulcani sovrapposti uno all’altro

Filicudi non è ciò che resta di un unico semplice cono.

La sua storia vulcanica documentata si sviluppa tra circa 246 mila e 29 mila anni fa, attraverso diversi centri eruttivi.

Vulcani sono cresciuti, si sono sovrapposti, sono stati erosi e in parte distrutti. Nel frattempo il mare continuava a modellare l’isola.

Proprio a Filicudi possiamo capire quanto sia difficile stabilire l’età di un’isola vulcanica.

In passato erano state pubblicate datazioni molto più antiche, superiori al milione di anni, che sono ancora riportate in alcune vecchie schede divulgative. Le ricostruzioni stratigrafiche più recenti della Geological Society collocano però la storia subaerea documentata tra 246 e 29 mila anni fa.

Questa è una delle ragioni per cui, parlando di geologia, è sempre meglio specificare da quale studio proviene una data.

Filicudi vista dall’alto. Il profilo dell’isola conserva chiaramente la sua origine vulcanica: diversi centri eruttivi hanno costruito nel tempo un paesaggio poi modellato dall’erosione e dal mare.
Foto: Leoliano Scalzo.

Salina: quasi 230 mila anni di trasformazioni

Anche Salina ha una storia lunghissima.

Il suo vulcanismo subaereo è documentato da circa 244 mila fino a 15.600 anni fa.

Nel corso di questo periodo si formarono diversi edifici vulcanici, tra cui quelli che hanno dato origine a Monte Fossa delle Felci e Monte dei Porri.

L’attività non fu continua: vi furono lunghe pause, nuove eruzioni e modificazioni importanti del paesaggio.

Anche Pollara appartiene a questa storia vulcanica.

Quella grande apertura che oggi il mare occupa e che noi percepiamo come uno dei paesaggi più belli di Salina è quindi anche la testimonianza visibile dell’antica attività dell’isola.

Salina vista dal mare: Monte dei Porri e Monte Fossa delle Felci, due grandi rilievi nati dalla lunga storia vulcanica dell’isola.

Strombolicchio esisteva prima dello Stromboli che conosciamo

Questa è probabilmente una delle curiosità più belle dell’intera storia geologica delle Eolie.

Prima dello Stromboli che vediamo oggi c’era già Strombolicchio.

Le rocce di Strombolicchio sono state datate a circa 200 mila anni fa e vengono interpretate come ciò che resta di un antico centro vulcanico quasi completamente smantellato dall’erosione.

La parte emersa dello Stromboli attuale è invece molto più giovane.

La sua storia viene ricostruita a partire da circa 85 mila anni fa e continua fino ai nostri giorni.

E non è stata affatto una crescita tranquilla.

Il vulcano si è costruito, ha subito grandi crolli e si è nuovamente ricostruito più volte. Anche la Sciara del Fuoco è legata alla lunga storia di instabilità del suo fianco nord-occidentale.

Quello che vediamo oggi è quindi solo l’ultima forma assunta da un vulcano che continua a cambiare.

Strombolicchio in primo piano e Stromboli sullo sfondo. Due testimonianze di epoche diverse della storia vulcanica dell’arcipelago: Strombolicchio conserva rocce molto più antiche, mentre lo Stromboli attuale si è costruito successivamente ed è ancora oggi un vulcano attivo. Foto: Leoliano Scalzo.

Panarea è molto più grande di Panarea

Panarea ci offre un altro modo per capire quanto la parte emersa delle Eolie possa ingannarci.

L’isola che vediamo rappresenta infatti soltanto una piccola parte di un complesso vulcanico molto più vasto, che per la maggior parte si trova sotto il mare.

Secondo l’INGV, il sistema si estende per oltre 23 chilometri di diametro.

Le principali strutture emerse di Panarea si formarono soprattutto tra circa 155 e 118 mila anni fa, ma il gruppo vulcanico continuò ad avere manifestazioni molto più recenti nell’area degli isolotti.

Basiluzzo, per esempio, è collegato a un’attività di circa 54 mila anni fa, mentre altre eruzioni nel gruppo di Panarea arrivano fino a meno di 10 mila anni fa secondo la ricostruzione scientifica del 2013.

E ancora oggi nell’area sono presenti fumarole ed emissioni gassose sottomarine.

Panarea vista dal mare. L’isola è soltanto la parte emersa di un sistema vulcanico molto più ampio, che continua sotto il mare tra isolotti, fondali e antichi centri eruttivi. Foto: Leoliano Scalzo.
Panarea vista dal mare. L’isola è soltanto la parte emersa di un sistema vulcanico molto più ampio, che continua sotto il mare tra isolotti, fondali e antichi centri eruttivi.
Foto: Leoliano Scalzo.

Vulcano: una storia iniziata circa 127 mila anni fa

Le rocce vulcaniche emerse di Vulcano raccontano una storia iniziata circa 127 mila anni fa.

Da allora sull’isola si sono succeduti diversi centri eruttivi e profonde trasformazioni del territorio.

L’ultima eruzione della Fossa avvenne tra il 1888 e il 1890.

Quell’eruzione fu studiata così attentamente che da Vulcano deriva il termine internazionale “vulcaniana”, usato ancora oggi per indicare un particolare tipo di attività esplosiva.

E non è l’unico caso.

Dall’attività caratteristica di Stromboli deriva infatti il termine “stromboliana”.

Due piccole isole delle Eolie hanno dato il proprio nome a due tipi di eruzione studiati in tutto il mondo. È anche per questa importanza scientifica che le Eolie sono diventate Patrimonio Mondiale UNESCO.

Vulcaniana e stromboliana: due tipi di eruzione che prendono il nome proprio dalle Isole Eolie. La prima, legata a Vulcano, indica esplosioni brevi e violente con cenere, lapilli e blocchi; la seconda, legata a Stromboli, descrive esplosioni più frequenti e moderate, con getti di lava, cenere e lapilli.
Grafica illustrativa.

Alicudi: l’aspetto antico può ingannare

Alicudi sembra quasi un’isola fuori dal tempo.

La sua forma, i versanti profondamente incisi e la sua posizione all’estremità occidentale dell’arcipelago potrebbero far pensare che sia necessariamente la più antica.

Ma la geologia ci racconta altro.

L’edificio vulcanico di Alicudi fu costruito soprattutto tra circa 106 mila e 28 mila anni fa, attraverso diverse fasi eruttive interrotte da periodi di quiete.

È una bella dimostrazione di quanto l’aspetto di un’isola non basti per stabilirne l’età.

Alicudi vista dal mare. La sua forma conserva ancora chiaramente l’origine vulcanica dell’isola, costruita attraverso diverse fasi eruttive e poi profondamente modellata dall’erosione.
Foto: Leoliano Scalzo.
Alicudi vista dal mare. La sua forma conserva ancora chiaramente l’origine vulcanica dell’isola, costruita attraverso diverse fasi eruttive e poi profondamente modellata dall’erosione.
Foto: Leoliano Scalzo.

Anche il mare ha costruito le Eolie

I vulcani non sono gli unici protagonisti.

Durante le centinaia di migliaia di anni in cui le Eolie si formavano, il livello del Mediterraneo saliva e scendeva seguendo le grandi fasi glaciali e interglaciali del Quaternario.

Le onde hanno scavato coste che oggi si trovano molto più in alto rispetto al mare.

Sono nati così terrazzi marini e antiche spiagge, ancora riconoscibili in diverse isole.

Lipari conserva alcune delle testimonianze più evidenti di queste variazioni del livello marino.

Le Eolie, insomma, non sono state modellate soltanto dal fuoco.

Sono il risultato dell’incontro continuo tra fuoco, terra e mare.

Le sette isole sono solo ciò che riusciamo a vedere

Forse questo è il modo più bello per concludere il nostro viaggio.

Noi diciamo: le sette Isole Eolie.

Ma dal punto di vista geologico quelle sette terre sono soltanto le cime emerse di un sistema immensamente più grande.

Sotto il mare esistono antichi edifici vulcanici, piattaforme, canyon, frane sottomarine e vulcani che non hanno mai raggiunto la superficie o che il tempo ha quasi completamente cancellato.

La storia conosciuta del vulcanismo eoliano arriva almeno a 1,3 milioni di anni fa.

Quella delle isole emerse che possiamo calpestare oggi si concentra invece soprattutto negli ultimi 270 mila anni.

Ed è una storia che non appartiene soltanto al passato.

Stromboli continua la sua attività. Vulcano conserva un importante sistema di degassamento. A Panarea il fondo del mare continua a liberare gas. Lipari conserva manifestazioni idrotermali.

È anche per questo che nel 2000 l’UNESCO ha inserito le Isole Eolie nella Lista del Patrimonio Mondiale, riconoscendole come uno dei luoghi fondamentali per comprendere la formazione e l’evoluzione delle isole vulcaniche.

Da oltre due secoli scienziati di tutto il mondo vengono qui per studiarle.

Noi, invece, abbiamo la fortuna di poterle guardare ogni giorno.

E forse conoscere quanto tempo, quanta energia e quante trasformazioni siano servite per costruirle può farcele guardare con occhi un po’ diversi.

Il mare le divide, la storia le unisce

Le Eolie sembrano divise dal mare, ma il mare in fondo le unisce. Sotto quella superficie azzurra continuano a far parte dello stesso mondo vulcanico, dello stesso racconto antico. Forse è per questo che, pur così diverse, quando le guardi tutte insieme sembrano appartenersi.

Fonti principali

  • Geological Society of London,The Aeolian Islands Volcanoes, Memoir 37, a cura di F. Lucchi, A. Peccerillo, J. Keller, C.A. Tranne e P.L. Rossi, 2013: è la fonte scientifica principale che userei per le cronologie delle singole isole.
  • INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, pagine dedicate all’Arcipelago Eoliano e ai singoli vulcani, per quadro geodinamico, attività e divulgazione scientifica aggiornata.
  • ISPRA,Atlas of Seamounts, per il vulcano sommerso Sisifo e la datazione di circa 1,3–0,9 milioni di anni.
  • UNESCO World Heritage Centre, scheda ufficiale delle Isole Eolie e motivazione dell’iscrizione del 2000.
  • Per le singole cronologie: Lipari circa 267 mila anni–Medioevo; Filicudi circa 246–29 mila; Salina 244–15,6 mila; Vulcano da circa 127 mila; Alicudi 106–28 mila; Panarea con principale costruzione emersa 155–118 mila e attività successiva; Strombolicchio circa 200 mila e Stromboli da circa 85 mila anni a oggi.
  • I Pirati delle Eolie

    I Pirati delle Eolie

    Secoli di pirati e corsari nel mare delle Eolie Ci fu un tempo in cui, alle Eolie, una vela all’orizzonte poteva cambiare una giornata. Qualcuno la vedeva per primo dall’alto. Una sagoma lontana sul mare. Una vela che avanzava lentamente, oppure un’imbarcazione ferma sotto costa. Non c’erano telefoni, radio o sirene. C’era il fuoco. Di…


  • Ai piedi del vulcano – La mia Stromboli

    Ai piedi del vulcano – La mia Stromboli

    Un libro nato da un legame profondo con l’isola Ci sono storie che si scrivono in pochi mesi. E poi ci sono storie che impiegano una vita intera. Ai piedi del vulcano – La mia Stromboli appartiene alla seconda categoria. La verità è che questo libro, in qualche modo, era già stato scritto molti anni…


  • 365 giorni alle Eolie – Un anno di live tra vulcani, mare e persone vere

    365 giorni alle Eolie – Un anno di live tra vulcani, mare e persone vere

    Il libro di Leoliano Scalzo che racconta le Isole Eolie dal di dentro Le Isole Eolie non sono solo una meta turistica.Sono vento, sale, silenzi, partenze, temporali improvvisi e persone che resistono ogni giorno su isole nate dal fuoco. Da anni racconto questo mondo attraverso video, dirette, fotografie e chilometri fatti ogni giorno tra Stromboli,…


  • Alexandre Dumas alle Isole Eolie

    Alexandre Dumas alle Isole Eolie

    Il viaggio del 1835 a bordo della speronara del capitano Arena Nel 1835 Alexandre Dumas ha trentatré anni. I romanzi che lo renderanno celebre in tutto il mondo devono ancora arrivare. Dumas è già uno scrittore conosciuto e soprattutto un grande viaggiatore. Quell’anno attraversa l’Italia, raggiunge la Sicilia e da Palermo decide di continuare il…


  • Quando sono nate le Isole Eolie?

    Quando sono nate le Isole Eolie?

    Sorelle nel mare, unite nel profondo Le Eolie, viste dal mare, sembrano sorelle distanti. Ognuna con la propria forma, il proprio carattere, il proprio silenzio. Eppure, sotto la superficie, questa distanza quasi scompare. Le isole fanno parte di un unico grande mondo vulcanico, nato nelle profondità del Tirreno e modellato dal tempo. Quello che vediamo…


Dove dormire alle Isole Eolie – hotel, case vacanza e alloggi
 

Articoli più letti - leoliano scalzo.com