
Un libro nato da un legame profondo con l’isola
Ci sono storie che si scrivono in pochi mesi.
E poi ci sono storie che impiegano una vita intera.
Ai piedi del vulcano – La mia Stromboli appartiene alla seconda categoria.
La verità è che questo libro, in qualche modo, era già stato scritto molti anni fa.
Era scritto nei ricordi della mia infanzia, nei racconti ascoltati dai miei nonni, nelle giornate trascorse al porto, nelle persone incontrate lungo il cammino e in tutto quello che Stromboli mi ha lasciato dentro.
Per anni è rimasto chiuso in un cassetto invisibile.
Non perché mancassero le parole.
Semplicemente perché non era ancora arrivato il momento giusto.
Aspettava il suo tempo.
Aspettava che tutti quei ricordi trovassero il modo di uscire fuori e diventare un racconto.
Oggi quel momento è arrivato.
Il libro nato dalla mia infanzia a Stromboli
Per me Stromboli non è mai stata soltanto un’isola.
È il luogo che mi ha cresciuto.
Il luogo dove ho imparato a osservare il mare, ad ascoltare le persone e a dare valore alle cose semplici.
Sono cresciuto tra Scari, il porto, le barche dei pescatori, le case bianche e il vulcano che da sempre domina la vita dell’isola.
Molti dei ricordi raccontati nel libro nascono proprio lì.
Nella casa dei miei nonni.
Tra i racconti della gente di mare.
Tra i profumi delle cucine strombolane.
Tra le estati che sembravano infinite.
È una memoria personale, ma in molti casi è anche la memoria di un’intera generazione.
Non una guida turistica, ma una storia vera
Questo libro non è una guida turistica.
Non racconta Stromboli attraverso monumenti o itinerari.
Racconta l’isola attraverso le persone.
Attraverso la vita quotidiana.
Attraverso piccoli episodi che, messi insieme, costruiscono il ritratto di una Stromboli che oggi in parte esiste ancora e in parte appartiene già al passato.
Ho cercato di scriverlo con sincerità, senza nostalgia forzata e senza idealizzare nulla.
Perché le storie vere non ne hanno bisogno.
Una famiglia, un’isola e un destino
La mia storia con Stromboli inizia ancora prima della mia nascita.
Inizia quando mio padre arrivò sull’isola alla fine degli anni Sessanta per lavorare all’Hotel La Sciara.
Fu qui che incontrò mia madre.
Fu qui che nacque il legame della nostra famiglia con Stromboli.
Ed è da quel momento che prende forma il racconto che attraversa tutto il libro.
Una storia fatta di mare, incontri, amicizie, lavoro, sacrifici e amore per un’isola che ha segnato il destino di molte persone.
La Stromboli che ho conosciuto
Nel libro racconto una Stromboli diversa da quella che molti conoscono oggi.
Un’isola dove le porte delle case restavano aperte.
Dove le famiglie si aiutavano naturalmente.
Dove il porto era il centro della vita quotidiana.
Dove i bambini crescevano insieme tra spiagge, vicoli e barche tirate a secco.
Una Stromboli più lenta.
Più semplice.
Più vicina alle persone.
Per me migliore.
Le persone che hanno costruito l’anima dell’isola
Se c’è una cosa che ho imparato vivendo qui è che Stromboli non è fatta soltanto di paesaggi.
È fatta soprattutto di persone.
Pescatori.
Ormeggiatori.
Famiglie.
Artisti.
Personaggi straordinari.
Molti di loro compaiono tra le pagine di questo libro.
Non perché fossero famosi.
Ma perché hanno lasciato un segno nella vita dell’isola e nella mia.
Perché ho deciso di raccontare tutto questo
Negli anni ho iniziato a rendermi conto che molte delle persone che avevano accompagnato la mia crescita non c’erano più.
Molti luoghi erano cambiati.
Molte abitudini stavano scomparendo.
E con loro rischiavano di sparire anche i ricordi.
Forse è stato proprio questo a spingermi prima verso la fotografia, poi verso i video, le dirette e infine verso la scrittura.
Il desiderio di conservare una memoria.
Di lasciare una traccia.
Di raccontare un mondo che ho avuto la fortuna di conoscere.
Ai piedi del vulcano
Questo libro non pretende di raccontare tutta Stromboli.
Sarebbe impossibile.
Racconta semplicemente la Stromboli che ho vissuto io.
Quella della mia infanzia.
Della mia famiglia.
Delle amicizie.
Del porto.
Del mare.
E di tutte quelle persone che, senza saperlo, hanno contribuito a scrivere la mia storia.
Perché in fondo Ai piedi del vulcano – La mia Stromboli non è soltanto un libro su un’isola.
È il racconto di un legame che dura da una vita.
Questo non è un finale
Forse la cosa più importante da dire è che questo libro non nasce con la pretesa di raccontare tutta la mia storia.
E ra tanto da dire.
Forse abbastanza per più di un libro.
Ma ho scelto volutamente di fermarmi qui.
Ho scelto di scrivere un libro piccolo.
Un libro che si possa iniziare e terminare.
Perché spesso i libri troppo lunghi restano sul comodino. La vita corre veloce, il lavoro, gli impegni e le preoccupazioni ci portano altrove e molte letture rimangono a metà.
Io invece volevo un racconto che accompagnasse il lettore per qualche ora.
Una lettura semplice, capace di essere completata in una sera, in un viaggio o durante un pomeriggio tranquillo.
Un libro che una volta aperto invogliasse ad arrivare fino all’ultima pagina.
Per questo ho lasciato alcune storie sullo sfondo.
Per questo ho scelto di non raccontare tutto.
Volevo che alla fine rimanesse una sensazione precisa.
Quella di aver concluso un viaggio.
Ma anche il desiderio di ripartire.
Perché la mia storia con Stromboli non finisce qui.
E nemmeno quella dell’isola.
Questo è soltanto il primo capitolo di un racconto molto più grande che continua ancora oggi, ogni giorno, ai piedi del vulcano, e non è nemmeno tutta la storia di Stromboli.
Anzi.
In un certo senso questo non è un punto d’arrivo.
È un punto di partenza.
Il cerchio non si è ancora chiuso.
Ci sono ancora persone da raccontare, episodi che meritano di essere ricordati, luoghi che fanno parte della mia vita e che non sono entrati in queste pagine.
C’è ancora molto da dire.
Leoliano Scalzo racconta da anni Stromboli e le Isole Eolie attraverso video, fotografie, dirette social e progetti editoriali dedicati al territorio. Ai piedi del vulcano – La mia Stromboli è il suo racconto più personale, dedicato all’isola che lo ha cresciuto.

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