
La storia di Giacomino e Pongo a Stromboli
Questa storia nasce da un pianto sentito tra le pietre della Cava di Scari, nelle Isole Eolie.
Una capretta ferita, un uomo che non gira lo sguardo, e un gesto semplice che ha fatto il giro d’Italia.
Il pianto alla Cava di Scari a Stromboli
Ci sono storie che iniziano con un pianto.
Mia cugina Tiziana mi chiama e mi dice: “Abbiamo sentito una capretta piangere. Era alla Cava, a Scari.
Ci siamo avvicinate. Era caduta sulle pietre. Non riusciva ad alzarsi.
Non sapevamo cosa fare. Così siamo andate a chiamare papà.”
Papà è mio zio Giacomo.
Per tutti a Stromboli è Giacomino.
La capretta tra le pietre della Cava di Scari
La capretta era lì, alla Cava, nella zona di Scari, a Stromboli.
Distesa tra le pietre nere.
Zampe anteriori spezzate.
Un pianto sottile che si sentiva sopra il rumore del vento.
Era caduta.
Sicuramente dal costone soprastante, non si sa come.
Ma non riusciva più ad alzarsi.
Mio zio va a vederla.
La trova fragile, a terra, senza difese.
E non è uno che passa oltre.
La prende in braccio.
Ma capisce subito che da solo non basta.
Chiama il sindaco.
Racconta tutto.
E il sindaco gli dà massimo appoggio: bisogna portarla subito a Lipari, farla visitare dalla veterinaria, capire la situazione. Poi si vedrà.
Il viaggio di Giacomino e Pongo da Stromboli a Lipari
Chi conosce le Isole Eolie sa cosa significa muoversi tra le isole.
Mare.
Orari.
Coincidenze.
Vento.
Mio zio prende l’aliscafo con la capretta tra le braccia.
Un pescatore con un animale ferito stretto al petto.
La veterinaria visita la capretta.
Una zampa è messa peggio dell’altra.
Serve uno specialista ortopedico.
Serve una piastra in titanio.
La stabilizzano, la fasciano e la rimandano a Stromboli.
Il giorno dopo arriva da Messina un chirurgo veterinario con la piastra.
E mio zio riparte.
L’intervento e le foto a Lipari
L’intervento dura quattro ore.
Io quel giorno ero a Lipari.
Sono andato a trovare zio Giacomo.
Ho fatto delle foto. Sono quelle che vedete.
La capretta ormai aveva un nome.
Pongo.
Non era più “la capra trovata sulla spiaggia”.
Era diventata qualcuno.
L’operazione va bene.
Alle 15 aspettano l’aliscafo per tornare a casa.
Casa.
Che per Pongo ormai è Stromboli.



Il legame tra Giacomino e Pongo
Sono passati due mesi.
Pongo non è ancora guarito del tutto.
Mio zio fa avanti e indietro per le visite.
Spesso deve tornare a Lipari.
La capretta soffre il mal di mare.
Ma non molla.
Vive sulla terrazza di casa di zio Giacomo.
Io ogni tanto vado a trovarli.
E vi assicuro che c’è qualcosa che non si può spiegare.
Pongo guarda mio zio con occhi incredibili.
Occhi che riconoscono.
Non cerca cibo.
Cerca lui.
È diventato un legame vero.
Silenzioso. Profondo.
Una storia di Stromboli che ha fatto il giro d’Italia
Quando ho raccontato questa storia non pensavo che sarebbe uscita dall’isola.
E invece è stata ripresa da diverse testate.
Giornalisti hanno chiamato mio zio.
È diventata una storia che ha fatto il giro d’Italia.
Ma per noi resta una cosa semplice.
Una bambina che sente un pianto.
Una famiglia che non gira lo sguardo.
Un uomo di mare che prende in braccio qualcosa di fragile e decide che non deve morire così.
Nient’altro.
Non si salva il mondo, ma…
Non si salva il mondo salvando una vita.
Però ogni gesto ostinato, concreto, gentile, cambia qualcosa.
E a Stromboli queste cose succedono ancora.
Forse è per questo che continuo a raccontare le Eolie.
Perché tra sabbia nera, vento e mare d’inverno,
ci sono ancora storie che parlano di umanità vera.
E questa, per me, è anche una storia di famiglia.
Chi sono io
Mi chiamo Leonardo Nardi, conosciuto online come Leoliano Scalzo.
Vivo e racconto le Isole Eolie, dove sono cresciuto, ai piedi del vulcano di Stromboli.
Attraverso video, cammini, viaggi lenti e incontri, racconto le isole per quello che sono davvero: non cartoline, ma territori vivi, fragili e pieni di storie.
Cammino molto, spesso senza itinerari prestabiliti, seguendo l’istinto e il tempo dell’isola.
Questo blog nasce per condividere esperienze autentiche nelle Isole Eolie, tra natura, mare, vulcani e memoria.
Un modo semplice per far conoscere le isole a chi arriva, e per ricordare a chi ci vive quanto siano preziose.
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Alla via così.

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